19 Set Separazione: può vietarmi di vedere mio figlio?
Cosa dice la Legge?
La legge prevede che l’affido esclusivo del figlio minore ad uno dei genitori sia disposto solo se l’affidamento condiviso crea pregiudizio al figlio stesso. Questo significa che solo nei casi in cui sia giudicato pericoloso per il bambino stare con quel genitore allora può essere disposto un affido esclusivo.
Il Giudice decide quale forma di affido prediligere solo sulla base dell’ interesse del minore che ha la priorità. In ogni caso, il provvedimento con cui si dispone l’affidamento esclusivo ad un solo genitore deve essere sempre ampiamente motivato.
Cosa succede nella mente di chi si separa?
Nella fase iniziale di una separazione, la conflittualità è alta, è difficile che i due ex coniugi possano comunicare in modo sereno per accordarsi sulle decisioni con i figli. A meno che non ci sia un terzo neutrale, un mediatore, che possa “arbitrare” il conflitto, il dialogo rimane una utopia.
Il coniuge che ha deciso di separarsi ha bisogno di pensare all’altro come “colpevole” come colui che gli ha rovinato la vita, come il suo peggior nemico che ha frustrato ogni aspettativa relativa alla costruzione dell’armonia familiare. Ha, insomma, un grande necessità di cancellare tutto ciò che di positivo è legato alla sua figura per rafforzare le proprie buone ragioni sulla scelta della separazione. Pensare al coniuge in termini soltanto distruttivi attenua i sensi di colpa e solleva, per certi versi, dalle proprie responsabilità.
Il coniuge che “subisce” la separazione guarda all’altro come un crudele persecutore, come colui che, senza motivo, gli infligge una pena profonda, in quanto lo priva della famiglia in cui ha creduto ed investito. Non è, quindi, assolutamente disposto a guardare con occhio critico alle personali responsabilità che hanno contribuito al fallimento del patto coniugale. La comunicazione, dunque, si interrompe inevitabilmente e qualunque gesto o parola giunge sempre con l’amaro sapore dell’aggressione.
Nei casi di separazione, non possiamo parlare dei bambini nello stesso modo in cui si parla di proprietà. Questi stanno vivendo, come i genitori, sentimenti di dolore, rabbia, senso di perdita e di sconfitta, frustrazione e impotenza, hanno bisogno di elaborare la situazione e hanno bisogno di entrambi i genitori per farlo, anche per questo è necessario che l’affido sia condiviso.
Dalle ricerche che sono state fatte nell’ambito della separazione e della psicologia dello sviluppo sappiamo che i bambini dopo la separazione hanno bisogno di continuare la relazione con entrambi i genitori senza arrivare alla perdita o all’emarginazione di uno di loro – se non esistono motivi seri, ovviamente -, hanno necessità che gli adulti di riferimento siano coinvolti nelle loro vite, nelle cose importanti e in quelle piccole di tutti i giorni. E’ importante per loro continuare a sperimentare sicurezza, coerenza, stabilità.
Sappiamo anche che i bambini sono danneggiati quando i genitori combattono di fronte a loro, per loro e attraverso loro. È un conflitto persistente ad essere pericoloso, soprattutto se ha preceduto la separazione. Studi longitudinali hanno infatti dimostrato che molti problemi ritenuti “effetti” del divorzio sono presenti nei piccoli già prima della rottura familiare, dovuti a rapporti problematici.
Dunque, separazione o no, non si smette di essere genitori per questo motivo va protetta la bigenitorialità.
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